Un classico, qui nel patio trasero

perle — 15 aprile 2009

Sapete perché negli Stati Uniti non ci sono mai colpi di stato? Perché lá non c’é l’ambasciata degli Stati Uniti.

Ambasciata USA, Buenos Aires

La suddetta, oggi pomeriggio.

Chi di spada ferisce

perle — 27 febbraio 2009

Muore la sorella di Berlusconi. Fuochino.

Letta su Spinoza. Sará di cattivo gusto ridere dei morti, ma Berlusconi se l’é cercata…

 

Preoccupati sotto l’ombrellone

perle — 23 gennaio 2009

Las preocupaciones centrales de los argentinos en verano serían "los culos, los tujes, las sentaderas, los ojetes, los anos, los marrones, los ortos, los upites y la incertidumbre laboral.

 Dalla rivista La Barcelona, nel numero estivo di questo mese.

Pampa

foto, perle — 8 dicembre 2008

Madre.
Horizonte.
Soledad.
Llanura franca al sol que sólo sabe de tu curva.
Tu que nos das el orgullo de creernos un centro.
Cuna, sepulcro y sustento.
Creadora del gaucho afirmativo,
del caballo amigo de la distancia, del puma escondido,
del chajá ascendente.
Pretexto de vagabundas ansias de partir sin meta.
Igualdad más invencible
que la pendiente de la montaña limitada
y que el abrazo sombrío de las selvas aisladoras.
¡Tú que das resignación al pequeño, empapado de infinito!

Pampa – Ricardo Guiraldes, 1913

Al revés

perle — 7 dicembre 2008

Penso che il modo in cui la vita scorre sia sbagliato.
Dovrebbe essere al contrario: uno dovrebbe prima di tutto morire, per poi uscire da lí. Poi vivere in un ospizio fino a quando ti cacciano perché non sei piú cosí vecchio. Allora inizi a lavorare. Lavori per quarant’anni finché sei abbastanza giovane per goderti la tua pensione. Feste, feste lussuriose, uscite, droghe, alcol, esci con donne o con uomini, che ne so; finché sei pronto per entrare alle scuole superori. Poi passi alle elementari, sei un bambino che passa tutto il tempo giocando senza nessun tipo di responsabilitá. Poi diventi un neonato, entri di nuovo nel ventre materno, passi gli ultimi nove mesi della tua vita fluttuando nel liquido amniotico finché la tua vita si spegne in un tremendo orgasmo.

Questa sí é vita.

Quino

(scoperto grazie a roville78)
 

Il calcio in culo invisibile

perle — 24 novembre 2008

Un amico che lavora nella sede barcellonese di Citigroup oggi si domanda giustamente se il piano di riscatto da 306 miliardi di dollari varato dal governo americano converta di fatto l’azienda in un ente statale. E, cosa che gli sta piú a cuore, se l’azienda puó decidere di trasferire i propri dipendenti in un ufficio postale della Carolina del Sud o al catasto di Minneapolis.

Paro bon?

perle — 14 novembre 2008

- Rispondendo alla stampa, Guy Sorman ha detto che il grande problema dell’argentina é la crisi delle istituzioni.
- Ma pensa…io avrei giurato che il grande problema dell’argentina era dare sempre importanza a ció che pensano di noi gli altri.

Come sempre Daniel Paz mette il dito in una delle piaghe argentine: all’estero che si dice di noi? Non ricordo quale giornalista argentino si sorprendeva di questo atteggiamento e diceva: "Quando uno scrittore o un regista straniero arriva all’aeroporto di Ezeiza non manca mai qualcuno che gli chiede che cosa pensa dell’argentina. Pensate che succeda la stessa cosa agli stranieri che arrivano in Ungheria o in Canada? Perché lo straniero dovrebbe avere un’opinione giá formata su questo paese?"
Forse in questo atteggiamento rimane qualcosa di post-coloniale, di dipendenza dalla madrepatria, di necessitá di essere riconosciuto. O forse ha ragione chi (dal messico) mi ripete sempre che gli argentini sono "creídos", gradassi, e quindi é possibile che abbiano bisogno di essere riconosciuti come qualcosa di diverso, di importante nel panorama latinoamericano. É terribile che in europa in questo momento non stiate parlando dell’argentina. Non che se ne debba parlare bene, anzi, siamo quasi piú contenti se la criticate. "Visto? anche in olanda dicono che facciamo schifo."

Democrazie

perle — 3 novembre 2008

"I militari al potere sono piú pericolosi: mentono di piú e rubano di piú…perché al mattino si svegliano piú presto"

Eduardo Galeano

Il 30 Ottobre si festeggiavano i 25 anni della democrazia argentina

Peronismi

perle — 19 agosto 2008

Il peronismo, in fin dei conti, è il 60: una linea di autobus che in realtà sono molte linee. Tutte hanno lo stesso colore, lo stesso numero, però una va a Tigre, un’altra a Escobar, una passa per Ayacucho, l’altra per Libertad, e tutte usano la stessa immagine, nonostante siano così diverse. Così il peronismo porta i suoi clienti un po’ da tutte le parti, fiduciosi e pressati.

Martín Caparrós

Un oceano di mezzo e le stesse veritá

perle — 1 aprile 2008

Si esta carcel sigue así, todo preso es político
[...] Reos de la propriedad, los esclavos politícos.

Patricio Rey y sus Redonditos de Ricota (alias Los Redondos) – 1988

E adesso imparo un sacco di cose in mezzo agli altri vestiti uguali,
tranne qual’é il crimine giusto per non passare da criminali.
C’hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che é un delitto il non rubare quando si ha fame

Fabrizio de André – 1973

Frasi da dimenticare

perle — 1 novembre 2007

Quando ero in Spagna prendevo in giro gli amici iberici dicendo che la loro frase preferita é Es lo que hay.
Letteralmente significa “Questo é quello che c’é”, come a dire “non si puó far niente, bisogna accettare la situazione”. La frase, ripetuta in ogni situazione complicata, mette in luce il fatalismo e il conformismo di alcuni/molti spagnoli.

Sto scoprendo che qui in Argentina la frase ricorrente é En la época del 1 a 1 …
Significa “Ai tempi in cui un peso valeva un dollaro…” per poi continuare con il racconto dell’aneddoto personale. C’é chi ricorda i propri viaggi a Cancún, chi i soggiorni di 3 mesi in Europa, le sciate ad Aspen, un’infinita serie di ricordi meravigliosi. La gente sa bene che é stata una parentesi temporanea e quantomai effimera, ma la ricorda con piacere come a dire “lo sapevamo tutti che era una gande cazzata, ma finchè è durata ci siamo fatti un sacco di risate”.

Il caro mattone

perle — 17 ottobre 2007

Io e il mio ragazzo usiamo il prezzo degli immobili come metodo anticoncettivo El Roto, da El País

Quando sarai molto vecchia

perle — 30 agosto 2007

[...] cuando seas muy vieja y yo me haya muerto rompe espejos retratos recuerdos ponte bragas de corista diadema de acanto sal desnuda al balcón y méate en el mundo antes que te fusilen las ventanas cerradas. [...] quando sarai molto vecchia e io saró giá morto rompi specchi ritratti ricordi mettiti mutande da corista diadema di acanto esci nuda sul balcone e piscia sul mondo prima che ti fucilino le finestre chiuse. Manuel Vásquez Montalbán – Quand vous seraiz bien vieille

Spazio “Vauro, Altan & Compagnia cantante” (1)

perle — 19 agosto 2007

– Si é scatenata una grande crisi della borsa…come potenza leader del mondo libero dovremmo intervenire – Ho un piano – Non vale invadere altri paesi – Uffa… Daniel Paz, dal quotidiano Página12. Ogni tanto una bella vignetta vale piú di mille parole.

Bravino, questo Borges

perle — 7 agosto 2007

"Ser cosmopolita no significa ser indiferente a un país y ser sensible a otros. Significa la generosa ambición de ser sensibles a todos los países y todas las épocas, el deseo de eternidad, el deseo de haber sido muchos…"

"Essere cosmopolita non significa essere indifferente ad un paese ed essere sensibile ad un altro. Significa la generosa ambizione di essere sensibili a tutti i paesi e a tutte le epoche, il desiderio dell’eternità, il desiderio di essere stati molti…" Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986)

Stazioni diverse

perle — 10 luglio 2007

"Ci hai fatto caso Andrea che esistono due tipi di stazione ferroviaria? Ci sono le stazioni tipo Porta Nuova, dove i treni arrivano e si fermano lí, e poi ci sono le stazioni come Porta Susa, dove il treno arriva, scarica, carica e continua il suo tragitto. Per questo esistono cittá perfette come Torino, che hanno stazioni di entrambi i tipi, e altre imperfette come Castellón, che sembrano insegnarti il valore dei luoghi di passaggio". Sergio Morcillo Barbera, un grande amico, di Castellón de la Plana.

alessandria fs

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