In difesa di Mario, o no
Pubblicato il 27 aprile 2011 Leave a Comment
Grazie a Fritz che mi segnala la lettera aperta di Martín Caparrós a Horacio Gonzalez, sul caso Vargas Llosa. Una lettera piena di buoni argomenti e con qualche colpo basso, che non guasta mai.
Dolores
Pubblicato il 26 aprile 2011 Leave a Comment
Un’amica italiana che l’ha vista dal vivo la ricorda sul palco con un bicchiere di vino in mano e ricorda di aver pensato “questa me se magna”. Tutto questo per dirvi che questo è l’ultimo venerdì per vedere Dolores Solá al 36 Billares.
Yankee go to Argentina!
Pubblicato il 25 aprile 2011 1 Comment
Il tema è sempre caldo, sempre d’attualitá: gli stranieri scelgono l’Argentina, scelgono Buenos Aires. La Nación è abbastanza sensibile a questa realtá. Qualche giorno fa hanno pubblicato una videointervista a una ragazza portoghese e ieri un approfondimento sugli americani e la loro Mecca, Buenos Aires. Per molti versi l’articolo funziona anche sostituendo “americani” con “italiani” o con “europei”, soprattutto nelle quattro categorie in cui si suddividono gli expats.
Il povero Mario sa difendersi da sè
Pubblicato il 25 aprile 2011 1 Comment
Seguo con interesse i blog Rotta a Sud Ovest e El Dorado di Maurizio Campisi e mi sembra che sul caso Vargas Llosa la loro analisi sia un po’ “clarinocentrica”. Entrambi usano la parola “veto” per definire l’iniziativa di Horacio Gonzalez, direttore della Biblioteca Nacional. Ora, siamo tutti d’accordo su un certo atteggiamento da ultras di certi funzionari argentini, che sono piú cristinisti della stessa cristina, ma definire la lettera di Gonzalez un tentativo di censura o di veto mi sembra pendere un po’ troppo dalle labbra del grande diario argentino, che su queste scaramucce da nulla ci marcia da sempre. Horacio Gonzalez è un intellettuale che non deve dimostrare nulla in quanto ad apertura di pensiero, è come se Umberto Eco (tra le altre cose presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna) scrivesse una lettera per esprimere il proprio disaccordo con la presenza di Vargas Llosa alla fiera del libro di Torino. Che c’entra Berlusconi? e la censura?
Consiglio di ripartire da capo e leggere la lettera galeotta.
Victor Hugo para todos
Pubblicato il 21 aprile 2011 1 Comment
Ieri la radio Cadena Ser ha invitato Victor Hugo Morales a commentare la finale di Copa del Rey. L’esultanza e la retorica del mio paladino nel momento del gol di Ronaldo ha sturato le orecchie a molti spagnoli, che oggi su twitter gli chiedono di restare. Non scherziamo, VHM è nostro, un patrimonio nazionale.
Non la leggerete domani su Clarín
Pubblicato il 20 aprile 2011 2 Comments
Oggi il proprietario della ferramenta di fiducia, ormai un amico, mi raccontava che la figlia non vive piú a Parigi, è tornata in Argentina e si è portata il marito francese. Motivo n.1? L’insicurezza, a Parigi.
Derechona Gorilaza
Pubblicato il 5 agosto 2009 3 Comments
Anni fa, dall’Italia, mi ero ripromesso di veder tutti i film di Federico Luppi. Mi sembrava, e mi sembra, un attore immenso. Un giornalista direbbe “ha scritto pagine indimenticabili del cinema argentino”. È così. Fino ad oggi ha fatto 99 film, mi aspetta una lunga visione.
Federico Luppi da anni vive in Spagna, ma ha passato gli ultimi 5-6 mesi in argentina. Qualche giorno fa in un’intervista radiofonica gli hanno chiesto la sua opinione sull’attualità argentina. È stato come stappare un vulcano, ne aveva per tutti. Si può essere d’accordo o no con la sua opinione, positiva, sui Kirchner o sul giudizio a Mirtha Legrand, ma fa pensare vedere una persona che vive all’estero e rimane indissolubilmente legato alla quotidianità politica, sociale e culturale del proprio paese d’origine. Meditate tanos, meditate.
Radici
Pubblicato il 4 agosto 2009 1 Comment
Al lavoro vendiamo articoli di diverso genere a clienti italiani. Oggi chiamo un cliente perchè ci aveva aperto una disputa, un reclamo, su paypal. Lo chiamo e lui mi risponde educato che sì, sta aspettando la merce, che domani chiama il corriere e che non c’è problema, che risolverà tutto con il corriere. Tutto molto corretto. Al che io gli chiedo “scusi, ma lei ci ha aperto un reclamo? ci ha bloccato il pagamento o sbaglio?” E lui serenissimo “sì, certo, per coprirmi le spalle, visto che non ho ancora ricevuto la merce”.
Cioè, noi del nord italia siamo così corretti, così cortesi…per non dire falsi….che se ti chiama il fornitore che secondo te te l’ha messo nel culo non lo insulti neanche, gli rispondi educatamente “sì, buongiorno, sarà un piacere vederla in tribunale”.
Io ho salutato (cordialmente) e mi sono ritrovato con il telefono in mano, attonito e lievemente incazzato. Ho un amico argentino che mi prende sempre per i fondelli per questo genere di cose. “No seas tano del norte” mi dice. E ha ragione. Anche gli argentini notano la differenza.
Mi sforzo ogni giorno per essere più del sud possibile.
Inverno caldo
Pubblicato il 2 agosto 2009 Leave a Comment
"Lo bueno de Buenos Aires es que, como es una ciudad del tercer mundo, ofrece muchas posibilidades para pintar. Hay mucha cosa venida a menos, lugares donde se iban a hacer autopistas y no se hizo nada, fábricas abandonadas…"
Oggi un articolo di clarin conferma una cosa che in questo blog è stata detta più volte: buenos aires è una galleria d’arte a cielo aperto.
Una signorina è apparsa nelle ultime settimane a Palermo:
Capo
Pubblicato il 2 agosto 2009 1 Comment
Stavamo curiosando su siti di agenzie immobiliari e abbiamo trovato questa chicca. Un genio che non si è accontantato di avere la parrilla sul terrazzo, no, lui quando invitava gli amici aveva bisogno del campo da calcetto. Mi piacerebbe conoscere quella santa di sua moglie.

p.s. L’italiano "capo" in argentina si usa come complimento e sta per "grande", "idolo".
Patio hondureño
Pubblicato il 31 luglio 2009 1 Comment
Los milicos no son bobos aunque sirvan para todo.
Alfredo Zitarrosa
Questa sera il tg dell’impeccabile tv pubblica argentina, canal 7, ha dedicato i canonici 45 minuti alla situazione in honduras. Si vedeva una jeep della polizia scorrazzare davanti ad una manifestazione pacifica di insegnati e sparare a casaccio. Poliziotti col volto coperto. Brividi. Personalmente non mi aspettavo che il golpe del 28 giugno arrivasse a questo punto. E c’è ancora chi si riempe la bocca con parolone come "comunità internazionale", "opinione pubblica internazionale", "ONU".
Proprio oggi che in Plaza Congreso avevo fatto questa foto :-(
Per una cronaca politicamente scorretta ma efficace della situazione in honduras vi consiglio il blog segnalatomi dall’onnileggente Fritz: Radical Shock.
Parque Rivadavia
Pubblicato il 29 luglio 2009 1 Comment
Nadie ignora que el Sur empieza del otro lado de Rivadavia.
Jorge Luis Borges
Il freddo polare e lo spauracchio della pandemia non si sposano benissimo con un neonato di quattro mesi e così in queste settimane ci stiamo muovendo poco. Il turismo che facciamo è sempre urbano e io ne approfitto per conoscere i mille angoli di Buenos Aires che ancora mi mancano. Presi da questo girovagare domenica siamo finiti a Parque Rivadavia, nel cuore del quartiere di Caballito, proprio di fronte al bellissimo e inconsistente Circolo Italiano. Parque Rivadavia si chiama parco, ma è una piazza, una piazza grande. Nella piazza c’è di tutto: il mercatino permanente di libri usati, nerd che giocavano a Magic, spaccini ("le puedo ayudar en algo?"), hippie che vendono collanine, spettacolo di clown, marionette, l’immancabile giostra, la gente del quartiere che beve mate, i giovani, i vecchi e un fiume in piena di bambini.
Capisco che il turista a Buenos Aires debba andare a Recoleta a vedere Plaza Francia, il mercatino artigianale, il cimitero e le statue viventi. E che debba passare da San Telmo a vedere gli antiquari e le esibizioni di tango in piazza. Ma se volete vedere come vive la gente davvero, se volete conoscere una piazza porteña non "precotta" fate un salto a Parque Rivadavia. Magari rimarrete anche voi a bocca aperta davanti a questo muro di cartoline del calcio d’antan.
Ho fatto un po’ di foto.
Epifanía
Pubblicato il 28 luglio 2009 11 Comments
Ero in macchina, fermo ad un semaforo. Passa una mamma con bambino. Il bambino avrà avuto tre anni, era tutto infagottato per il freddo polare e aveva un berretto di lana. Come quasi tutti in questa città anche il bambino era vestito con colori invernalissimi: blu, marrone, nero. Ma non è questo il punto. Il punto è che guardando quel bambino mi sono reso conto per la prima volta che mio figlio sarà argentino.
Voi direte "ah, tanoka, sei uno rapido di riflessi…" Sarò lento, ma fino ad oggi ero concentrato sul fatto che mio figlio sarà italiano in argentina, che parlerà italiano, insomma il lato esotico della questione. Ma oggi, quando ho visto quel bambino, col berretto blu, gli occhi scuri e lo sguardo "picaro" mi sono reso conto che sarà argentino. E un po’ mi somo emozionato.
Partir
Pubblicato il 28 luglio 2009 1 Comment
Nos tenemos que ir porque el rusito me dejò el Fiat que se la banca…
Il duo La Chicana interpretando "Nos tenemos que ir". Dedicato a tutti quelli che leggono questo blog spinti dal desiderio di cambiare aria.
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Non è per dire, ma lei è proprio affasciante…
Papi futbol non c’entra niente con Berlusconi
Pubblicato il 28 luglio 2009 5 Comments
Forte del potere convocatorio del blog, che in passato ha dato ottimi risultati, riprovo ad utilizzarlo per mere motivazioni calcistiche. Nei commenti ad un post di qualche giorno fa si è scatenata un’irrefrenabile voglia di calcetto. Allora, smettetela di leggere in silenzio e vediamo se riusciamo ad organizzare una squadretta tana da piazzare sul mercato del papi futbol. L’impresa è ardua, visto che ci vorranno almeno una quandicia di persone, tra titolari e riserve del caso, ma provarci è gratis.
Se siete timidi e non volete lasciare commenti sapete che l’indirizzo email è sempre lo stesso: tanoka[chiocciola]tanoka.net

















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