L’italiano in piazza

buenos aires — tanoka @ 9:29 pm

settimana della lingua italiana

Dal 20 al 26 Ottobre, ovvero questa settimana, anche Buenos Aires partecipa alla VIII Settimana della lingua italiana nel mondo. L’evento qui si chiama L’italiano in piazza, ma non centra nulla con i senzatetto. Trovate la presentazione nel sito dell’Istituto Italiano di Cultura, insieme al programma completo, purtroppo in pdf, alla faccia dell’usabilitá.
Io penso che andró mercoledí alla Dante a vedere il documentario "L’Orchestra di Piazza Vittorio" e magari la murga italouruguaya Cipollata/Murga Migrante anche se la chicca mi sembra la visita guidata alla Boca e a Barracas di Sabato e Domenica con la degustazione "La cocina cocoliche".

Internet no muerde

WWW — tanoka @ 4:06 pm

Darío Gallo é editor general del giornale Perfil.com e autore dell’ottimo blog Bloc de Periodista. Da oggi ha aperto una rete sociale, o se preferite social network, per giornalisti. Uno spazio dove dialogar e intercambiar información sobre el periodismo online. Gallo ha notato che esperienze simili, in lingua inglese, hanno avuto un grande successo e che un grande numero di membri di queste reti sono hispanohablantes. Ha giustamente creato una rete su Ning e l’ha chiamata Internet no muerde, per tutti quei giornalisti che stanno migrando al digitale, volenti o nolenti. Visto che alcuni lettori di Tanoka.net sono giornalisti mi sembrava giusto segnalarvelo.

Céspedes y Delgado

foto — tanoka @ 11:37 pm

Non é Cinecittá, é l’incrocio dietro casa mia. La macchina in primo piano é in vendita, se puó interessare.

Cambia l’ora, governo ladro

argentina — tanoka @ 12:42 am

Sarebbe troppo facile limitarsi al calendario e il 21 settembre scrivere un post annunciandovi che come sempre lí comincia l’autunno e qui la primavera. No, come l’anno scorso lo faccio con una foto e solo nel momento in cui la primavera arriva davvero. L’ultimo mese é stato bruttarello, ha piovuto spesso e come si dice in questi casi la campagna ne aveva proprio bisogno. Camillo, il nostro nipotino, cresce, cosí come la pianta di chinotto.

primavera australe

La notizia di questo fine settimana é peró un’altra. Sono diventati tutti scemi e invece di instaurare l’ora legale o no hanno diviso il paese in due zone, con fuso orario. Per decreto presidenziale alcune province passeranno all’ora legale e altre no. Giá l’anno scorso alcune province dell’ovest del paese avevano storto il naso alla misura del governo che portava gli orologi avanti di un’ora. Un po’ perché non aveva senso (a mendoza tramonto romantico alle 22) e un po’ per non perdere una buona occasione per dare fastidio a Cris K. Ma quest’anno ci facciamo davvero ridere dietro da tutti, guardate la cartina. Qualcuno mi spiega perché Jujuy (in alto a sinistra) é giallo? Per appartenenza politica del governatore di turno? Perché c’é un microclima diverso da Salta? Ci sono terreni in cui la politica non dovrebbe entrare e la geografia mi sembra uno di questi.

 

UPDATE: All’ultimo momento Jujuy  é tornato sui suoi passi e ha deciso di non modificare l’ora. Resta il paradosso del fuso orario all’interno del paese, ma almeno le due zone sono omogenee.

Vamo scile ueon!

futbol — tanoka @ 7:19 pm

Qualche sera fa un amico argentino chiedeva ad una tavolata intera: "Se doveste scegliere tra perdere una finale di coppa del mondo contro il brasile o contro il cile voi che cosa preferireste?"
E tutti in coro "Brasile!!".
- é stato il commento lapidario - brasil es brasil, pero chile es el enemigo.
Pensa te, e io che non lo sapevo…
Bella premessa per la partita di questa sera, Cile-Argentina a Santiago. Il Cile non batte l’argentina da 35 anni. A rendere interessante l’incontro é piú che altro il fatto che sulla panchina cilena sieda un argentino, Marcelo Bielsa. Sulla panchina argentina invece c’é un vecchio, Coco Basile, che a me ricorda tristemente Cesarone Maldini.

 
Fuori tema, ma per dovere di cronaca: la finale di coppa Davis Argentina-Spagna si gioca a Mar del Plata, alla facciazza dell’ironia del sottoscritto. Meno male che non avevo detto cose tipo "Se giocano a mar del plata mi mangio le scarpe". 

Que groso Capusotto

video — tanoka @ 12:03 am

C’é un genio della comicitá che si aggira indisturbato per la televisione argentina e ve lo segnalo. Diego Capusotto é una specie di icona generazionale per programmi passati come Cha Cha Cha e Todo por dos pesos, e ora si sta dando lo sfizio di fare un programma comico usando come filo conduttore una delle sue grandi passioni: la musica, o meglio, il rock. Peter Capusotto y sus videos. Ogni settimana sforna personaggi che mettono d’accordo tutti, frasi che entrano nel gergo quotidiano. E tutto questo sulla tv pubblica, Canal 7.

Vi lascio un video-esempio, quello che a me personalmente fa piú ridere, forse perché mi ci rivedo a 20 anni: El tipo que bailando se convierte en un idiota.
incorporato da Embedded Video

YouTube Direktlinktext

Se vi ha fatto ridere consiglio: Micky Vainilla, Nicolino Roche y los Pasteros verdes e l’impareggiabile Bombita Rodriguez, il Palito Ortega montonero.

Ride bene chi ride ultimo

argentina — tanoka @ 11:54 pm

Tre notizie che forse non hanno un filo conduttore, se non quello del titolo del post.

I giornali argentini oggi raccontavano che si affaccia in europa lo spettro del "corralito". Si parla di Islanda e di una sola banca, e per di piú solo ai clienti residenti all’estero. Forse non é quindi correttissimo parlare di corralito, ma la parola basta a creare brividi lunga la schiena degli europei. Poi va beh, brividi in Islanda…

Sembrerebbe anche che gli argentini stiano ritornando negli Stati Uniti, soprattutto a New York, attirati dai prezzi della recessione yankee. Tornano quindi i fasti dell’ 1 a 1, quando ti costava  lo stesso una settimana di vacanza a Mar del Plata o a Miami. Solo che in questo caso il dollaro sta a 3,20 pesos e il fatto che comprare alcuni prodotti negli USA sia piú conveniente che in Argentina la dice lunga sull’inflazione di questi lidi. Sigh.

Dulcis in fundo, il ministro degli interni, Florencio Randazzo, oggi ha annunciato che anche l’Argentina applicherá il principio di reciprocitá nei confronti degli stati che richiedono visto agli argentini in entrata. Si segue l’esempio di Cile e Brasile. Sembra che si tratterá piú che altro di una "tassa" da pagare in ingresso, che verrá poi investita "per modernizzare le strutture doganali argentine". La pagheranno sia i turisti che gli studenti e i lavoratori stranieri.  I principali paesi implicati saranno USA, Cina, Australia, Canada, Russia, qui l’elenco completo. Non ho ben capito se con questa misura si dá una risposta anche agli "spiacevoli incidenti" di cui si sono resi protagoniste le autoritá di frontiera spagnole. Speriamo.
Il segretario di turismo argentino nel frattempo piange lacrime amare.

Ah Mario!

letteratura — tanoka @ 7:52 pm

Questa mattina nel programma radiofonico di Victor Hugo Morales (sí, quello di "Barrilete comisco, de que planeta veniste viniste?") se la prendevano con Mario Vargas Llosa, reo di aver indicato Woddy Allen come fulgido esempio dell’attuale civiltá dello spettacolo, frivola e superficiale. Victor Hugo mi ha fatto sorridere dicendo che Vargas Llosa scrive per cosí tanti giornali e riviste che é normale che dica qualche fesseria. Sono andato a cercarmi il discorso che Vargas Llosa ha dato in Spagna all’ Asamblea General de la Sociedad Interamericana de Prensa (SIP), ma ne ho trovato solo questo estratto. Ero pronto a scandalizzarmi, come di solito faccio con tutti i testi del peruviano, ma in questo caso non ha tutti i torti. Il pulpito, Vargas Llosa, non mi piace per niente, ma la predica ha un suo fondamento.
Certo, che lasci in pace woody allen che non c’entra niente con Bergman, Visconti o Buñuel, ma non ne ha neanche le velleitá. Come diceva Victor Hugo "Nada que ver…"

Bitacoras

WWW — tanoka @ 4:46 am

Bitacoras

Qualche settimana fa, durante un censimento sui blog italosudamericani, Frtiz proponeva che si creasse un portale feevy sullo stile dei cugini francesi di Rezolatino. La richiesta originale era di creare prendoilpiroscafo.net, ma non disponendo purtroppo di domini gratis vi posso offrire solo una cartella: tanoka.net/BITACORAS.
In questi casi fa molto figo dire che la pagina é in fase beta, quindi aspetto i vostri consigli, richieste, miglioramenti. Se ho dimenticato qualcuno o se a qualcuno non fa piacere essere inserito nella pagina chiedo scusa, questa é la mia mail per farmelo sapere: tanoka[chiocciola]tanoka.net
Ho provato ad inserire dei filtri che mi sembrassero pertinenti, se avete altre idee sono aperto a proposte. Non irrigiditevi troppo se non vi piacciono le due categorie "approccio personale" e "approccio taglio giornalistico". A parte alcuni blog, che sono di giornalisti professionisti, tutti gli altri sono di persone che scrivono per passione, ma non ritengono di avere un taglio giornalistico. Con queste due categorie volevo solo aiutare a separare chi usa il blog anche come diario (il sottoscritto, per esempio) e chi invece si dedica principalmente a politicá/economia/societá latinoamericana.
Mi spiace che due dei miei siti preferiti (Notiziedacaracas.it e InSudamerica.com) non possano entrare in questa griglia perché non hanno i feed. Datevi una regolata ;-)

p.s.
In spagnolo bitácora é un termine marinaresco, una cassa di legno vicino al timone che con il tempo é diventato anche sinonimo di "giornale di bordo", "diario di viaggio", cuaderno de bitácora. Qui in argentina lo usano i puristi della lingua castigliana per riferirsi ad un blog.

UPDATE: a chi interessa segnalo anche la possibilitá di inserire un minibanner di bitácoras nel proprio blog. Trovate alcune immagini qui.

Collezionisti digitali

cose dell'altro mondo — tanoka @ 3:19 am

Sempre lo stesso copione: il ladro vuole dall’autista dell’autobus le chiavi per aprire la macchina dei biglietti e prendersi le monete, gli autisti non hanno le chiavi e guadagnano qualche colpo di machete o di ascia. Non passa settimana senza che ad un autista venga tagliato un dito.  Ormai peró dovrebbero saperlo che sti poveri cristi le chiavi non le hanno.

Saró cinico e anche un po’ morboso, ma chiederei al sindaco Macri di fare una campagna di sensibilizzazione, in tutta la cittá. Una campagna informativa, con cartelli in tutta la cittá che per mesi ripetano: "Gli autisti degli autobus non hanno le chiavi della macchinetta dei biglietti". Un po’ di dietrologia: magari si scopre che si tratta di una storia tipo quella del mostro di Firenze e i delitti sono commissionati da un ricco e insospettabile collezionista di dita. Sospettato numero uno il presidente della provincia, Daniel Scioli, al quale manca un braccio.

Quel mondano di Tanoka consiglia…

guida turistica — tanoka @ 12:28 am

Pinuccio e figli

A tutti i tanos d’argentina consiglio vivamente di andarsi a vedere Nuovomondo, il film di Emanuele Crialese, vincitore a suo tempo del leone d’argento per la rivelazione al festival del cinema di Venezia. Il film é del 2006, ma arriva nelle sale argentine in questi giorni e secondo me merita il prezzo del biglietto. Fa piangere, fa ridere e racconta un pezzo importante della storia del nostro paese: l’immigrazione negli stati uniti (o in argentina, fa lo stesso). Quello che non tutti sanno é che la New York del film é in realtá Buenos Aires, dove metá del film fu girato due anni fa.

Andate anche al ristorante "Pinuccio & Figli" (Chile 2199, Buenos Aires). Siamo stati con Pippo un paio di settimane fa, ristorante italiano, Pinuccio non c’era, ma c’erano i fligli. Non ho provato la pasta perché non ho dato tregua al tavolo degli antipasti. I tipici antipasti italiani, tanto pesce, caprese, vitel tonné, ecc. Ti servi da solo, ti pesano il piatto e hai due tentativi per indovinare il peso. Se indovini paghi la metá. Ho anche indovinato, la tipica fortuna del principiante. Come dice un commento nella loro pagina sulla Guia Oleo "Si no vas te lo perdés".

Sconsigliato invece il ristorante "Il ballo del mattone" (Gorriti 5950, Buenos Aires) dove siamo finiti con amici venerdí sera. Non é stata colpa mia, avevano scelto amiche di Laura, avrei dovuto intuire la fregatura. Primo, non é un ristorante italiano. Non basta dire De Cecco invece di "fideos" per essere un ristorante italiano. Poi fanno quella cucina "moderna" dove non puó mai mancare miele o fragole in una ricetta tipicamente salata. Terzo: la bottiglia di vino piú economica costava 30 pesos (marca "Latitud 33" che al supermercato costa 10 pesos). Le altre costavano da 50 a 100 pesos l’una. La questione é che non si trattava di un ristorante di lusso di Puerto Madero, dove non andrei, ma un ristorante "onda hippie" di Palermo. Alla faccia degli hippie…

Le ultime parole famose

foto — tanoka @ 2:28 am

le ultime parole famose

Soledad porteña

diario — tanoka @ 11:11 pm


Plaza de Mayo

Forse lo fanno tutti, ma quando viaggio in autobus o in metropolitana guardo la gente. Li osservo e mi immagino le loro vite. Mi perdo nei dettagli: l’espressione del viso, la camicia con il collo consumato, il libro aperto sulle gambe, il colore delle calze, la marca del lettore mp3. Tutto é indizio, tutto comunica, tutto mi aiuta ad immaginare la vita della persona che ho davanti.  Qui a Buenos Aires le persone mi danno l’impressione di essere sole. Non nel senso piú terribile della parola, non sono tristi e sole, sono sole. Mi sembrano cellule indipendenti che vivono la propria vita, nel bene e/o nel male, sole. Mi spiego: quando osservavo una persona in spagna o in italia la vedevo e giá mi immaginavo la sua famiglia, i suoi fratelli, il suo fidanzato, il suo migliore amico. Le ragazze spagnole per esempio portano addosso un sacco di dettagli che ti fanno capire chi sono, se stanno andando al lavoro o all’universitá, se vanno a casa a pranzo con la propria famiglia, o se c’é un ragazzo che le aspetta alla prosima fermata. Sí, confesso che normalmente osservo piú le ragazze che i ragazzi, spero che sappiate perdonarmi. Insomma, vedi la persona e cogli l’entroterra che nasconde. Invece qui a Buenos Aires le persone danno pochi indizi, sembrano cellule isolate. Le ragazze mi danno sempre l’impressione di vivere da sole, oppure in un appartamento con delle amiche, ma mai con la propria famiglia. Non si capisce se una donna é sposata. Non cogli bene la differenza tra un impiegato e un direttore d’azienda, i toni dei loro vestiti sono troppo simili. Una parte di queste sensazioni é spiegata dal fatto che la famiglia argentina non é influenzata solo dal modello mediterraneo, ma anche da quello anglosassone e dal purpurrí di culture migratorie. I ragazzi, pesos permettendo, cercano di lasciare casa dei propri genitori prima possibile. É normale quindi che i ragazzi mi diano l’impressione di essere soli, di vivere la propria vita con le proprie forze, soli contro o con il mondo, non accompagnati da quel battaglione che puó essere la famiglia italiana tipo. Ma aldilá di questo sono sicuro che anche la cittá, Buenos Aires, abbia un peso importante. Una metropoli, con tutte le caratteristiche della vita nella metropoli, disgregante, per certi versi alienante. Un punto in piú che avvicina Buenos Aires a New York: le persone sembrano vivere in quei tipici film americani dove i protagonisti spuntano fuori dal nulla, non hanno una famiglia, non hanno dei fratelli o dei genitori, degli amici di infanzia….sono soli e vivono la durata del film da soli, nel bene e nel male. Come Al Pacino e Michelle Pfeiffer in "Frankie and Johnny" o se preferite qualcosa di piú allegro Billy Crystal e Meg Ryan in "Harry ti presento Sally".  E poi, l’ultimo elemento che favorisce questo isolamento delle persone é il movimento migratorio interno argentino. La gente lascia la provincia per venire a studiare o a lavorare nella capitale. In quel caso non si tratta di mie sensazioni, sono persone davvero sole. Spesso vengo travolto anch’io dal luogo comune: Buenos Aires é la patria naturale del tango, una cittá malinconica. Da non fraintendere, le persone sono gioviali e se instauri un dialogo scopri che sono piene di idee, di umorismo, di voglia di vivere. Ma se li guardi sull’autobus o in metropolitana, se li guardi in faccia mentre non parlano con nessuno, mentre non sanno di essere osservati, nel loro sguardo c’é qualcosa di malinconico. Non so se sia un qualcosa di nuovo, se cinquant’anni fa fosse diverso. Non so neanche se questa malinconia sia in parte dovuta al momento politico/economico/sociale che il paese ha attraversato negli ultimi vent’anni. Il tango non nasce certo oggi, quindi qualcosa c’era giá in passato. Credo che mi sará difficile scoprirlo.

 

 
p.s. Post scritto durante la primavera australe, immaginatevi l’autunno. 

Mi ci porti papá?

sport — tanoka @ 12:18 am

Mancano ancora due mesi al 21 di Novembre ma qui in argentina comincia a salire la febbre per la finale di Coppa Davis Argentina-Spagna. In questi giorni si sono sprecate le analisi tecniche sulla scelta della superficie e dello stadio. Nonostante gli argentini abbiano costruito la loro qualificazione sulla terra rossa si giocherá sul veloce indoor. Tutto per cercare di frenare quel rotto in culo di Nadal. Restano in corsa il Superdomo Orfeo di Córdoba e il Luna Park di Buenos Aires. Si deve decidere entro lunedí. A Cordoba fanno pressioni politiche per cercare di smuovere la noiosa vita di provincia. A Buenos Aires ci crediamo, con quella nonchalance che solo i capitolini sanno sfoderare in questi momenti. A Mar del Plata? Non scherziamo.

Sarebbe bello esserci, ma prevedo file chilometriche. In queste occasioni si scatena un po’ la sindrome di chi vive nella periferia del mondo: c’é un evento d’importanza mondiale io devo esserci. Per questo si alzano prestissimo e formano file chilometriche com’é successo in questi giorni per Madonna Louise Ciccone.

Ovunque si giochi sará sicuramente un ambiente con molta pressione. Si dovrá citare Sandro Piccinini e la sua sempreverde  "bolgia di Atene" che accompagna il Panathinaikos e l’Olimpiakos. Sará una bolgia, sicuro, speriamo solo che Maradona non faccia ‘o show e rovini anche stavolta la festa.

Anche in questo caso il migliore é sempre l’ambasciatore/blogger spagnolo Rafael Estrella, con un post degno di Stefano Benni.

Boquita

futbol — tanoka @ 12:53 am

Boquita

Foto InfoBae

Javier García, Julio Barroso, Ezequiel Muñóz, Juan Forlín, Carlos Fondacaro, Cristian Chávez, Alvaro González, Neri Cardozo (Damián Díaz, 83), Leandro Gracián, Jonatan Philip (Ricardo Noir, 72) y Pablo Mouche (Nicolás Gaitán, 80).

Sono dei ragazzini. É la formazione del Boca Juniors che ieri sera ha rifilato un 4 a 0 ai campioni in carica della Copa Libertadores, gli ecuadoriani della Liga Deportiva Universitaria de Quito. Si giocava la coppa Sudamericana, una coppa minore, e cosí sono finiti in campo i giocatori delle giovanili. Segnatevi i loro nomi, tra qualche anno giocheranno tutti nell’Inter.

p.s. Per gli appassionati di architettura/folklore/kitsch oggi i giornali hanno parlato anche dell’hotel del Boca. Dicono che si sono ispirati alle gambetas di Maradona e ai passi del tango.

« Pagina precedentePagina successiva »
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported License.
(c) 2008 Tanoka | powered by WordPress with Barecity Login