Piú Obama per tutti

italia — tanoka @ 2:24 am

Carla Bruni dice che dopo la gaffe del cavaliere si sente "felice di non essere piú italiana". Un po’ la capisco, perché conosco benissimo la situazione scomoda di dover sopportare i sorrisetti sarcastici degli stranieri ogni qual volta lo sciocco di Arcore dá fiato alle trombre. Anch’io mi trovo spesso a dover difendere l’indifendibile, ad arrampicarmi sugli specchi e a desiderare di sentirmi davver lontano dall’italia. Invece penso alle ultime flatulenze di Cossiga, ai deficienti con le spranghe tricolori di piazza Navona e mi girano. Sará che vivo a Chacarita, non in Francia, e mi manca un po’ di nonchalance

In settimana invitato da un amico ho partecipato all’atto del gemellaggio del quartiere di Villa del Parque con la localitá ligure di Serra Riccó. Humberto, un signore argentino innamorato di Fellini, ha preso il microfono e diceva che l’italia é come l’araba fenice, nei momenti piú difficili risorge dalle proprie ceneri, grazie alla creativitá, vero motore dell’idiosincrasia italiana. Non era un discorso vuoto, retorico, Humberto ha ottant’anni e non fa discorsi retorici. Io lo ascoltavo e da buon emigrante mi emozionavo, pensando che gli italiani hanno tanto bisogno di sentire cose come queste, hanno bisogno di crederci, di speranza. Avremmo bisogno di un Obama…

Lungimiranti S.p.A.

WWW — tanoka @ 5:29 pm

Un amico spagnolo mi scrive che dal lavoro non puó vedere Tanoka.net perché l’azienda blocca l’accesso ai blog. Aldilá del dramma umano (l’amico sta cercando di farse una ragione, ma non é facile) a me la cosa sembra abbastanza grave.
Capisco che in ufficio blocchino l’accesso ai siti porno e a Gazzetta.it, per evidenti motivi di cazzeggio e di decoro, nell’ordine. O che, nel peggiore dei casi, blocchino direttamente l’accesso a internet, se il lavoro non ne richiede l’uso. Ma bloccare l’accesso ai blog, oltre ad essere tecnicamente improbabile, significa pensare che i contenuti che ci si possono trovare siano solo frivoli, privi di alcun valore, fuffa. Non voglio stare a difendere la categoria, ma per esperienza personale mi sembra che ormai gran parte delle informazioni che cerchiamo e troviamo on-line provengono da blog. O succede solo a me?
Hai voglia a perorare la causa del corporate blogging, resta ancora tanta tanta strada da fare…
 

Come telefonare in argentina dall’estero

ARG istruzioni per l'uso — tanoka @ 1:56 pm

Ah! sembra banale, ma non lo é. Soprattutto chiamare un cellulare argentino é un bel rompicapo, ne sanno qualcosa amici e parenti che il giorno del mio compleanno gettano il cuore oltre l’ostacolo e tentano l’impresa. Oggi per lavoro mi ci sono dovuto mettere seriamente e ho trovato un geniaccio cileno che spiega tutto preciso preciso. Se non vi va di leggerlo in spagnolo riassumo "brevemente".

Il fatto é che in Argentina sia i numeri di telefoni fissi che i cellulari hanno il prefisso/codice di area.

Quindi un numero fisso, dall’estero appare cosí:
54 (argentinta) 11 (buenos aires) 55898900 (numero dell’utente)

Con i numeri dei cellulari (prefisso 15) le cose si complicano un po’, visto che anche i numeri di cellulare hanno il prefisso di zona, ma non é necessario digitarlo se la persona chiama dalla stessa provincia. É quindi molto probabile che un argentino di buenos aires vi dia un numero di cellulare che va benisismo finché voi siete in cittá, ma risulta inservibile se vi muovete per il paese o se tornate in italia.

Soluzioni:
Se il numero che vi hanno dato é per esempio 1560989900 e sapendo che il codice di area di Buenos Aires é 11 per chiamare da un’altra provincia argentina dovrete comporre lo 011 15 60989900.
Se invece chiamate dall’Italia dovrete comporre lo +54 9 11 60989900.

Si toglie quindi il 15 e lo si sostituisce con un 9, davanti al prefisso di zona. Insomma, intuitivo. Non so come mia mamma non ci abbia pensato da sola.

Ah, questa é la situazione alla data odierna, questo post si autodistruggerá quando le cose cambieranno, questione di attimi…
 

‘zo aveva da ridere Cristina?

argentina — tanoka @ 1:15 pm

El capitalismo se cae
Foto di Rafael Estrella

É passato un mesetto da quando la presidenta se la rideva e sarcasticamente parlava di effetto jazz, di crollo del sistema capitalista, di argentina immune alla cataclisma internazionale. É vero, la crisi nasce come fenomeno creditizio e speculativo, fenomeni che certo non coinvolgono il popolo argentino, che ormai preferisce aprire un negozio di materassi piuttosto che affidare i propri risparmi ad una banca. Da questo punto di vista l’argentina é al riparo. MA.MA.  Se vendiamo costumi da bagno e si prevede pioggia é probabile che avremo qualche problemino, no? L’argentina é un paese esportatore, se i consumatori (USA in primis + Europa + Brasile) hanno problemi ci saranno tagli al consumo, misure protezionistiche e noi arrancheremo. É passato un mese e la General Motors vuole licenziare 300 persone dal suo stabilimento di Rosario. La fabbrica é chiusa fino al 10 di Novembre per frenare la produzione, assolutamente smisurata rispetto alla domanda del mercato, assente. Lo stesso succede a GM in Belgio, in Spagna e immagino un po’ ovunque. Un paio di mesi fa in argentina si parlava di una paga extra di 500 pesos per tutti i lavoratori dipendenti del paese e adesso siamo ai licenziamenti. Chissá se Cristina ride. É probabile che rida, data l’umilté dimostrata in passato.

Ma in fondo checcefrega, hoy puede ser un gra día…Obama é presidente, Diego ha diramato le convocazioni per la partita contro la Scozia e la Juve concede la rivincita al Real. Poco pan y pésimo circo…

Democrazie

perle — tanoka @ 11:28 am

"I militari al potere sono piú pericolosi: mentono di piú e rubano di piú…perché al mattino si svegliano piú presto"

Eduardo Galeano

Il 30 Ottobre si festeggiavano i 25 anni della democrazia argentina

Signora, per Dio, vada subito via di lí

foto — tanoka @ 4:45 pm

Vada via di lí
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Dubbio reale

america latina — tanoka @ 12:47 pm

É passato quasi un anno dal "Porqué no te callas?" del Rey Juan Carlos a Hugo Chávez . Quest’anno alla Cumbre Iberoamericana in El Salvador Chavéz non ci sará, peccato. 

Il mio dubbio é questo: ma se ogni Stato manda al vertice un proprio rappresentante e la Spagna manda Zapatero, il Re chi rappresenta, l’Impero Spagnolo?
Anacronistico, il re é vecchio e nudo, che stia a casa sua.

Plaza Congreso

foto, guida turistica — tanoka @ 4:57 pm

Plaza Congreso é una delle due piazze principali della cittá. Forse non é famosa e "centrale" nella storia del paese come Plaza de Mayo, luogo storico di manifestazioni, comizi e rivendicazioni, ma é stata comunque testimone della storia argentina e di molti momenti importanti, anche recenti, come l’argentinazo del 2001. Non é una piazza affascinante, il turista che ci capita per la prima volta viene rapito dall’edificio del Congreso, che ricorda il Campidoglio di Washington, sede del congresso americano, e difficilmente apprezza i dettagli della piazza. Oltretutto succede sovente di trovare lavori in corso o le pesanti barricate che qui proteggono gli edifici pubblici nei momenti caldi 

    inhrandisci immagine

Peró se si ha un po’ di fortuna e un po’ di curiositá é una piazza formidabile, che raccoglie tutta Buenos Aires, la sua storia, la sua gente. Di fianco al Congreso si puó ancora intuire il fasto dell’ormai decaduta pasticceria "El Molino", aperta nel 1905 e ormai abbandonata da una decina d’anni. Sul lato sinistro della piazza guardando il Congreso si trova l’Universidad de las Madres de la Plaza de Mayo, con il bar accogliente e una libreria vastisstima sui diritti umani e i movimenti. Ma il vero segreto della piazza, come tutte le piazze, sta nella gente. É normale trovare in piazza tende e gazebo di persone che stanno pernottando lí per portare avanti la loro protesta personale o collettiva di fronte al Congreso. Ci sono persone povere, molto povere e i classici yuppie che si dirigono alla city porteña. Ci sono le automobili che girano intorno alla piazza e milioni di autobus che fanno un rumore assordante. Cani, piccioni, bancherelle di libri, fontane, monumenti. Insomma, tutto quello che si puó chiedere a una piazza. Passateci.



Anche Buenos Aires avrá la sua monorotaia

buenos aires — tanoka @ 10:22 pm

museo de la inmigracion

L’area del rettangolo rosso appartiene al Museo dell’immigrazione, Buenos Aires, nella zona di Retiro/Puerto Madero. Sto facendo tutti i documenti per poter stare in argentina legalmente e oggi mi toccava la rigorosa visita all’alba a Migraciones, negli stessi edifici.  Lí ho scoperto che sta per succedere qualcosa di meraviglioso. Come Springfield, anche Buenos Aires avrá la sua monorotaia. O forse un diamante gigante o una ponte gigante o un faro gigante. Ancora non si sa. Peró si deciderá a giorni e il "coso" dovrebbe essere pronto per il 2010, anno del bicentenario della rivoluzione argentina del 1810. Si tratta di un concorso organizzato da Sociedad Central de Arquitectos (SCA) e dall’impresa edile IRSA per dotare Buenos Aires di un simbolo al posto dell’obelisco, che sembra abbia stancato. Insomma, un’icona come la torre Eiffel, la statua della libertá o il Pirellone. Il concorso é giunto alla fase finale e nel sito ufficiale potete vedere le 12 proposte finaliste. É un bel sito, con belle foto, fateci un giro.

Io voto per il progetto della cornice gigantesca cosí  i turisti che arrivano al porto sulle navi da crocera potranno vedere perfettamente la Villa 31, la villa miseria, che sta proprio nella zona di Retiro. O forse nel 2010 il sindaco Macri avrá giá fatto sparire la villa e i suoi abitanti.

So che faccio sempre la parte del vecchio conservatore e bacchettone, peró mi sembra davvero che la cittá abbia altri problemi e prioritá. Poi dai, tra le 12 finaliste c’é il paseo aereo, una vera monorotaia che poggia su 50 torri…

Maradó

futbol — tanoka @ 8:58 pm

el napoli puntero…
maradona en la selección…
inflación y jubilación estatal…
vuelven los 80!!!!

Nonostante l’ironia dei post precedenti io ci credevo e sono contento: Maradona prossimo ct dell’Argentina, insieme a Carlos Salvador Bilardo che ne fará le veci. Sono contento perché questo é un paese che ogni settimana ti regala una sorpresa, non ci si annoia mai.

Non voglio buttarla in politica, ma questo é il miglior momento per Maradona ct. Cristina e Diego, Diego e Cristina, due bocche da fuoco, due geni della retorica, due roccaforti dell’antimperialismo. Ho letto che l’incarico era stato offerto anche a Benicio Del Toro, che in questi giorni é a Buenos Aires per promuovere il suo film sul Che. Hanno fatto un sondaggio con Ciccio di Nonna Papera, ma niente da fare, era il momento del pibe de oro.

Compro pop-corn e mi siedo davanti alla tv, fino ai mondiali di Sud Africa 2010 lo spettacolo é assicurato.

Vuelven los Fabulosos

musica — tanoka @ 11:56 pm

La luz del ritmo

Il 30 Ottobre esce il nuovo cd de Los Fabulosos Cadillacs "La luz del ritmo". Los Fabulosos seguono le tracce di Soda Stereo, dei Police e di tutti quei gruppi mitici che ritornano al palcoscenico spinti dalla passione dei fans e dalla voglia (legittima) di grandi incassi. Tornano riempendo per due giorni (12 e 13 Dicembre) la Monumental, lo stadio del River. In questi casi in gergo si dice "Llenan dos River". Non mi piacciono molto i concerti moltitudinari, negli stadi e quindi non so se andró, ma los Cadillacs sono uno dei miei gruppi preferiti e personalmente sono contento che siano tornati, anche se é solo per una botta e via. Qui potete sentire "Padre nuestro", il primo single dell’album. Secondo Clarín il gruppo non ha rischiato nulla, ha puntato sul suo cavallo di battaglia, il rock latino pachanguero, invece di proseguire "l’evoluzione" che lo aveva portato dallo ska al rock progressivo de "La marcha del golazo solitario". Bisognerá ascoltarlo.

Ma la copertina non ricorda la pubblicitá del Geniol?

Smata

cose dell'altro mondo — tanoka @ 12:00 pm

Casa mia é circondata da concessionarie di automobili. Fanno sí che la mia via sembri una zona industriale, ma almeno hanno vetrine luminose e il quartiere di notte ha tanto bisogno di luce. Due giorni fa tutte le concessionarie sono state attaccate da quei giocherelloni di SMATA, il Sindicato de mecánicos y afines del transporte automotor, che chiede un 50% di aumento dei salari. Una vera e propria missione punitiva o se preferite un avvertimento chiaro. Non ero presente al momento dell’azione, ma sono convinto che tutto sia successo di giorno, con i dipendenti dentro ai negozi. Dev’essere stato un momento di tensione importante.

Interessanti alcuni particolari, come la firma onnipresente di José Hernandez il presidente di SMATA: "Con Jose no se jode". E poi la tipica frase da cattivo dei cartoni animati: "Hoy tuvieron suerte, volveremos".

smata
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Ma il premio va a quel genio che avendo una bomboletta spray in mano non ha potuto resistere alla tentazione, la passione calcistica ha avuto il sopravvento: ALMIRANTE BROWN PUTO!


 

 

Obama chi?

futbol — tanoka @ 6:06 pm

vota diego, vota diego!

Siamo in piena campagna elettorale, calle Alvarez Thomas, Buenos Aires

Nonostante stia gettando il cuore oltre l’ostacolo sembra che Maradona dovrá capitolare, el vicerey si avvicina…

C’é molta crisi (?)

argentina — tanoka @ 6:04 pm


Calle Cabildo, Buenos Aires

Al supermercato
la cassiera
già da un po’ chiede di me.

Io no, io no no
non esco di casa
no fuori c’è la crisi.

L’avevano gufata, la stavamo aspettando. Sembra che sia arrivata: la crisi. Oggi la borsa di Buenos Aires sta perdendo il 17%, spinta dalla notizia della ri-statalizzazione delle pensioni. Spiega bene questo aspetto Rotta a Sud Ovest, con un post preciso e completo. Preoccupante che il momentaccio argentino stia raggiungendo addirittura i giornali italiani, pessimo segnale. 

Tutti qui si sentono grandi esperti, come se le crisi passate avesse fatto disastri solo in casa altrui. Sorridono e fanno finta di essere preparati, ripetono il mantra buddista "Acá todo se va a ir al carajo, jajaja". In realtá mi sembra di capire che la tensione sale e si cagano tutti sotto, giustamente. Gli unici che non hanno paura sono quelli con i soldi, come i proprietari dell’azienda dove lavoro. Loro sanno bene che in epoca di crisi chi ha il capitale, chi ha liquidi, fa buoni affari. 

E un neo-tano che fa? Il mio capo oggi mi diceva che avró il privilegio di vivere da vicino un’autentica crisi argentina. Che culo. Preferivo una normale gita a Gardaland. A parte toccarsi forsennatamente per scongiurare la crisi e posticipare ogni tipo di spesa importante, che si fa in questi casi? L’uomo, come ogni altro animale, si deve adattare all’ambiente in cui vive e per questo anche io dovró imparare i rudimenti della crisi sudamericana. Negli ultimi anni ho imparato attraverso i racconti degli amici il significato delle parole corralito, corrida bancaria, plata dulce, patacones, etc… ora non mi resta che munirmi  di vasellina e cercare di difendermi meglio che posso.

Oggi per esempio ho imparato che cos’é un feriado bancario e a temerlo. A sentirne l’odore e a prevederlo. Un po’ come i cani prima del terremoto. Un feriado bancario é una misura che prende la banca centrale di uno stato quando decide di chiudere per un giorno o piú giorni una o piú banche. Normalmente si fa in momenti di crisi, dopo una manovra finanziaria, per scongiurare le file di risparmiatori davanti agli sportelli a ritirare tutti i loro denari. É una misura d’emergenza, visto che le banche non possono garantire di avere liquidi a sufficenza per tutti. Funziona cosí: il venerdí pomeriggio il governo annuncia la misura (Es. statalizzare le pensioni o annullare l’1 a 1 col dollaro) e si dichiara il feriado bancario per il lunedí. Cosí i signori delle banche hanno tutto il tempo per far uscire i capitali prima che il povero cittadino qualunque si presenti in banca martedí mattina. In questi casi il privato cittadino sente un fastidioso dolore e un intenso dolore di bruciato. Si sará mica bruciato l’asado?

Ma chi si crede di essere, Maradona?

futbol — tanoka @ 12:44 am

Maradona in questi giorni sembra un mix tra Che Guevara e Mercedes Sosa

Non é passata neanche una settimana da quando Alfio "Coco" Basile ha lasciato la panchina della selección e si sprecano le speculazioni e i sondaggi per definire chi sará il suo successore. Il favorito sembra essere Carlos Bianchi, il viceré, ex allenatore del Boca, della Roma, ma soprattutto del Velez ammazzaMilan. Gli altri candidati sono Sergio Batista (allenatore della nazionale olimpica), Miguel A. Russo (San Lorenzo), Diego Simeone (River Plate) e come sempre Diego Armando Maradona. Com’era giá successo prima delle olimpiadi el pelusa fa pressioni su tutti i media per difendere la propria candidatura. Ci crede, ci crede forte, "No me voy a bajar".
E la gente cosa dice? Molti scrollano la testa, pensano alla vita sregolata del pibe de oro, e dicono "ma come si fa a pensare a Maradona come allenatore della nazionale? Lo sa che dovrebbe svegliarsi presto la mattina?". Altri invece credono che solo la figura di Diego potrebbe far scendere sulla terra le stelle argentine tipo Messi & Co. Ha smesso di giocare nel 97, ma Maradona risveglia sempre sentimenti profondi, e divide. Io lo vedrei bene in nazionale, ma con la maglietta numero 10, al posto de el mudo Riquelme.

Da gobbo d’oltreceano é stata una grande giornata, non posso nasconderlo. Non so se godo di piú per la nostra vittoria o perché ha perso il Real Madrid, le solite facce simpatiche.

Sub-turismo

foto — tanoka @ 4:09 pm

Si chiamano SUB e sono sei fotografi uniti in un unico spazio di promozione. Se date un’occhiata al loro sito potete conoscere due realtá di Buenos Aires con cui difficilmente il turista puó entrare in contatto. Una é la comunitá dominicana del quartiere Constitución. Il quartiere é uno dei quartieri pesanti della cittá, viene spesso preso come esempio per segnalare una zona pericolosa. Si sviluppa intorno alla stazione ferroviaria omonina, da cui partono i treni per la zona sud del conurbano bonaerense, quella sicuramente piú povera. Il quartiere di Constitución é terreno fertile un po’ per tutta l’attivitá illegale che potete immaginare, soprattutto la prostituzione. In questo quartiere si é stabilita la sempre piú folta comunitá dominicana, persone che, come dicono i fotografi di SUB, intentan hacer una vida digna tejiendo relaciones sociales y tratando de salir adelante con sus proyectos.

Seguendo il filo immaginario della ferrovia potete vedere il secondo reportage, La Salada. Zona Sur, appunto, Lomas de Zamora. Qui si trova il mercato illegale piú grande del sudamerica, la Ciudad del Este argentina, il mercato del taroccato per eccellenza. 6000 banchi, 20000 visitatori, 9 milioni di dollari di movimento d’affari. Un giorno di questi ci si va.

L’italiano in piazza

buenos aires — tanoka @ 9:29 pm

settimana della lingua italiana

Dal 20 al 26 Ottobre, ovvero questa settimana, anche Buenos Aires partecipa alla VIII Settimana della lingua italiana nel mondo. L’evento qui si chiama L’italiano in piazza, ma non centra nulla con i senzatetto. Trovate la presentazione nel sito dell’Istituto Italiano di Cultura, insieme al programma completo, purtroppo in pdf, alla faccia dell’usabilitá.
Io penso che andró mercoledí alla Dante a vedere il documentario "L’Orchestra di Piazza Vittorio" e magari la murga italouruguaya Cipollata/Murga Migrante anche se la chicca mi sembra la visita guidata alla Boca e a Barracas di Sabato e Domenica con la degustazione "La cocina cocoliche".

Internet no muerde

WWW — tanoka @ 4:06 pm

Darío Gallo é editor general del giornale Perfil.com e autore dell’ottimo blog Bloc de Periodista. Da oggi ha aperto una rete sociale, o se preferite social network, per giornalisti. Uno spazio dove dialogar e intercambiar información sobre el periodismo online. Gallo ha notato che esperienze simili, in lingua inglese, hanno avuto un grande successo e che un grande numero di membri di queste reti sono hispanohablantes. Ha giustamente creato una rete su Ning e l’ha chiamata Internet no muerde, per tutti quei giornalisti che stanno migrando al digitale, volenti o nolenti. Visto che alcuni lettori di Tanoka.net sono giornalisti mi sembrava giusto segnalarvelo.

Céspedes y Delgado

foto — tanoka @ 11:37 pm

Non é Cinecittá, é l’incrocio dietro casa mia. La macchina in primo piano é in vendita, se puó interessare.

Cambia l’ora, governo ladro

argentina — tanoka @ 12:42 am

Sarebbe troppo facile limitarsi al calendario e il 21 settembre scrivere un post annunciandovi che come sempre lí comincia l’autunno e qui la primavera. No, come l’anno scorso lo faccio con una foto e solo nel momento in cui la primavera arriva davvero. L’ultimo mese é stato bruttarello, ha piovuto spesso e come si dice in questi casi la campagna ne aveva proprio bisogno. Camillo, il nostro nipotino, cresce, cosí come la pianta di chinotto.

primavera australe

La notizia di questo fine settimana é peró un’altra. Sono diventati tutti scemi e invece di instaurare l’ora legale o no hanno diviso il paese in due zone, con fuso orario. Per decreto presidenziale alcune province passeranno all’ora legale e altre no. Giá l’anno scorso alcune province dell’ovest del paese avevano storto il naso alla misura del governo che portava gli orologi avanti di un’ora. Un po’ perché non aveva senso (a mendoza tramonto romantico alle 22) e un po’ per non perdere una buona occasione per dare fastidio a Cris K. Ma quest’anno ci facciamo davvero ridere dietro da tutti, guardate la cartina. Qualcuno mi spiega perché Jujuy (in alto a sinistra) é giallo? Per appartenenza politica del governatore di turno? Perché c’é un microclima diverso da Salta? Ci sono terreni in cui la politica non dovrebbe entrare e la geografia mi sembra uno di questi.

 

UPDATE: All’ultimo momento Jujuy  é tornato sui suoi passi e ha deciso di non modificare l’ora. Resta il paradosso del fuso orario all’interno del paese, ma almeno le due zone sono omogenee.

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